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    September 26

    Isola Tiberina

     
    isolatiberina010
    Isola Tiberina,  Roma
     
     *
     
    Un tempo in questo caratteristico e stupendo
    scorcio di Roma pullulava di pittori,
    giovani ed anziani.
    Percorrevano il tratto la stradina
    a ridosso del Tevere.
    Sulle loro spalle portavano
    il cavalletto e nella mano
    stringevano la valigetta contenente
    i colori come se dovessero
    portare un tesoro.
    Anche quel tempo è trascorso.
    Ricordo i miei vecchi compagni e colleghi,
    Enzo Urbano (che noi chiamavano '' El Greco'' per
    la sua somiglianza al più celebre pittore);
    Giovanni Massaccesi, che veniva da Civitavecchia
    con i suoi colori a pastello; Paolo Rissone il più
    colto dei nostri amici; Bruno Manzari appassionato
    d'incisioni, questi era un ragazzo alto, somigliava
    molto a un cantautore. 
    Roberto Righi, con lui era piacevole conversare 
    sulle questioni d'arte, ma era sempre triste.
    Senza dubbio dimentico qualcuno... 
    September 24

    Piazza Navona

     
    Fontana dei Fiumi
    Fontana dei Fiumi
     
    *
     
    PIAZZA NAVONA
     
    Negli anni 70'  in questo luogo,
    con un gruppo di pittori
    volemmo ricreare una sorta
    di Montmartre.
    Furono anni molto difficili
    sia per la nostra affermazione
    di artisti e sia per le lotte
    che dovemmo affrontare
    con le autorità comunali.
    Eravamo consapevoli
    del duro mestiere espletato
    all'aperto e in balia di
    tanti ostacoli, ma il pubblico aprovò
    e incoraggiò la nostra idea:
    quella di portare l'arte direttamente
    alla gente, senza intermediari,
    nè mercanti, nè galleristi,
    ma solo noi, operatori d'arte,
    in un forma di autogestione
    dovevamo esporre le nostre opere.
    Da piazza Navona, dopo anni turbolenti,
    di patimenti, di sacrifici giunsero
    alla ''gloria''
    artisti come Paolo Rissone, Giovanni Massaccesi,
    Paolo Ganna e tanti altri... infine il sottoscritto.
    September 17

    Bernini Gian Lorenzo

     
    Bernini Gian Lorenzo (Teresa D'Avila)
    Gian Lorenzo Bernini
    ''Estasi di santa Teresa d'Avila''
     
    BERNINI GIAN LORENZO
     
    Santa Teresa d'avila ha la visione di un angelo
     sul punto di trafiggerle il cuore con un dardo d'oro.
    Cedendo a un abbandono fisico e spirituale,
    simbolo del suo amore per Dio,
    la santa esprime apertamente l'intensità della sua esperienza mstica.
    Il gruppo marmoreo è un perfetto esempio dello spirito,
    ricco di dramma, emozione e movimento.
    Del resto, Bernini è stato uno degli artisti
    più rappresentativi del barocco italiano.
    Nel virtuosismo e nella perfezione delle sue statue ritroviamo
    qualche elemento dello stile di Michelangelo
    come dela statuaria antica combinati con lo stile di pittori contemporanei
    quali Caravaggio, Annibale Carracci e Guido Reni.
    Il pregetto per piazza San Pietro è uno dei suoi
    più grandiosi successi architettonici.
    September 14

    LA REPULSIONE

     
    270px-Paul_Gauguin_111
    Paul Gouguin: Autoritratto
     
    *
     
    LA REPULSIONE
     
    Una delle mie più profonde repulsioni,
    oggi può sorprendere: è quella che provo
    per tutti i sottoprodotti.
    Ammiro e amo solo le cose autentiche.
    I trucchi, le combinazioni,
    i plagi grossolani o sottili,
    non riescono ad ingannarmi.
    Tuttavia, i più avvertiti e i più abili
    ci sono caduti tanta è la confusione
    nella produzione artistica del dopoguerra,
    tanto il vero e il falso si mescolano con abilità:
    simile a una gatta, che non riconoscesse
    i propri figli.
    Quello che in un'opera apprezzo
    e mi tocca di più è la qualità intrinseca,
    la freschezza e il nuovo che apporta
    anche se è limitato.
    Evidentemente ciò esclude i valori fabbricati
    con le vecchie eredità e con tutto quel
    vecchio-nuovo che riempie le botteghe e ricopre
    i muri delle gallerie d'arte.
     

    Vetralla, paese che muore

     
     
    Pablo settembre 2008
    Guardami in faccia e cerca di non
    distogliere lo sguardo.
     
    *
     
    VETRALLA, PAESE CHE MUORE
     
     
    Ispirandomi al titolo mi domando se è
    mai esistito il paese,
    si tenta di farlo risorgere
    con consuete e sistematiche
    processione di statue di gesso
    che non vedono e non parlano.
    Il grido del sacerdote:
    ''Questa è la nostra madre''
    riferendosi alla
    statua di gesso,
    isticando le poche persone
    al seguido.
    E' avvilente pensare
    che tutto il cristianesimo
    si possa sintedizzare in un fantoccio di gesso,
    che tutte le prediche, l'evangelo del Cristo
    si possano ridurre in farse di sapore pagano.
    Mi rifiuto di credere che Gesù
    abbia detto: quando non ci sarò più
    tra di voi, al mio posto adorerete le statue
    create dall'uomo.
    Mi rifiuto di crederlo!
     
    Pablo Gonzales
     
    September 11

    FALSE APPARENZE

     
    Carmen Murillo
    Carmen Murillo , 2004
    (pastello ad olio)
    di Pablo Gonzales
     
    FALZE APPARENZE
     
    Nel paese vicino a una grande città
    è impossibile restare giovane e vergine,
    come a una donna che voglia seguire la moda,
    fare a meno del trucco e del parrucchiere.
    Per una piccola città, la vecchiaia è il terreno a lotti,
    la scatola dei biscotti di stile cubista in cemento armato,
    l'officina e la sporcizia industriale che toglie la fantasia
    e il modo di pensare,
    la scomparsa della vegetazione e l'abitazione unificata
    che fa sparire il viso piacevole e semplice della casa primitiva,
    mettendo in primo piano la grande miseria
    monotona e triste che si sostituisce alla natura
    e all'originale pittoresco.
    Se al paese è difficile conservare il suo colore
    e le sue abitudini, è altrettanto difficile
    all'individuo non sbriciolare quello che è suo;
    proteggersi dal contagio delle correnti
    letterarie e artistiche,
    conservare la sua vera natura, 
    la sua sensibilità e il suo buon senso,
    non nascondersi dietro le false apparenze.
     
    Pablo Gonzales
     

    A POCO A POCO

     
    Roma, Piazza Navona
    Roma, Piazza Navona
     
    A POCO A POCO
     
    A poco a poco, i caffè, i ristoranti, i luoghi
    notturni di Trastevere, cominciarono a
    essere frequentati dai borghesi, 
    dai nuovi ricchi e dagli snobs.
    Allora i pittori bohèmiens sloggiarono
    e lasciando il posto ai mondani invasori.

    Vivo a Vetralla in piena campagna

     
    Vetrallapanorama
    Vetralla (VT)
     
    Vivo Vetralla in piena campagna
     
    Vivo a Vetralla dal 2005.
    Quale grandezza nella solitudine!
    A quanta sincerità ci costringe!
    Grazie ad essa si capisce o piuttosto si sentono più profondamente
    i valori veri, l'essenziale della vita e la pace intima.
    La solitudine è la più grande verità di questo mondo
    e fa più paura.
    Tuttavia per soffrire e per morire si è sempre soli.
    Tutto sommato, i piaceri della vita sociale 
    sono piaceri di un mondo invecchiato
    e sciupato al quale la vita semplice
    non basta più.
    Mi sento molto più vicino all'umanità
    con un contadino  che con qualsiasi rappresentante
    della classe privilegiata.
    Un campo di grano mi dà una profonda emozione.
    Non conoscevo niente della campagn;
    conoscevo solo i giardini e le ville romane,
    con i fiori in mezzo e i giacinti o i garofani ai bordi.
    Il giorno che vidi un campo di grano,
    vidi svolgersi davanti ai miei occhi
    il film della vita naturale,
    lo spettacolo si fissò nel mio cervello.
    Fu una rivelazione, una cosa meravigliosa.
     
    Pablo 
    September 06

    Visita a Vincent Van Gogh

     
    El pintor Pablo
    Pablo Gonzales nek suo studio-museo di Vetralla / 2008
     
    *
    VISITA A VINCENT VAN GOGH
     
    Al mio arrivo nel paese di  Anvers-sur-Oise
    per rendere omaggio a Vincent Van Gogh.
     Andai al cimitero dove egli dormiva l'ultimo sonno.
    A una donnetta che stava camiando l'acqua
    a un vaso di fiori, domandai il luogo dove
    era sepolto il pittore olandese Van Gogh.
    Mi guardò senza mostrar di capire
    quello che intendevo.
    ''Era un uomo ricco?'' mi rispose.
    Trovai il posto.
    Il fratello gli riposa vicino
    e un semplice bordo di pietre li divide.
    Era la primavera del 1976
    e un grande biancospino selvatico,
    nato lì per caso, era in fiore
    e i rami ricadevano sulle due tombe.
    Fiancheggiata d'alberi, in alto del cimitero,
    passa la strada nazionale che va da Auvers-sur-Oise
    a Hèrouville.
    Da ogni lato della pianura si stendono
    campi di grano, di avena, di patate.
    Nel cielo girano nuvoli di corvi.