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    February 22

    Rosso e blu

    Mujer romantica 2009 di Pablo Gonzales
     
    February 19

    Giada Juanita Gonzales

     
    Giada Juanita Gonzales
     
     
     
    Giada cara,
    la tua distrazione
    è pari alla tua dolcezza.
     Facciamo la pace,
    ti voglio bene!
    Papà
     
    February 13

    Felice San Valentino

     
     
    FELICE SAN VALENTINO

     

    2009
     
     
     

    February 12

    Elena

     
    Elena e Sandro nel giorno del loro matrimonio
      
      
    A Elena
    Che pena non saper scrivere
    un poema, neppure una poesia.
    Un vero poeta avrebbe scritto
    per te fiumi d'inchiostro.
    Avrebbe attinto ispirazione
    e speso parole sublimi.
    Avrebbe esaltato la tua
    immagine con parole senza fine.
    Avrebbe detto: ''cosa posso aggiungere
    in cotanta bellezza?
    Sono più grande della Natura
    o del medesimo Dio che l'ha
    plasmata?''
     
    *
    February 09

    IL ''MAGO''

     
     
    *
    IL ''MAGO''
     
    Nel corso della storia la figura del mago è sempre esistita.
    Maghi e maghe si sono alternati
    o condiviso questo ruolo.
    Alcuni sono diventuti celebri,
    altri no, altri ancora sono stati dimenticati
    e non si sa neppure della loro esistenza.
    Ma chi sono queste persone?
    Che poteri possiedono?
    Ho qualche volta ascoltato chi
    li ha consultati,
     i loro pareri risultano contrastanti.
    Mi domando: l'uomo (o la donna) può
    essere in grado di prevedere il futuro di
    un altro uomo?
    Invito i cari lettori, amici e conoscenti
    a dire la loro, se lo desiderano, sono
    curioso di sapere il Vostro pensiero, Grazie!
     
    February 02

    Pablo Gonzales: un artista libero

     
     
    Foto intitolata: fra la natura
     
    *
    Pablo Gonzales:
    un artista libero
     di Baghinardo Baviera
     
    Se avesse continuato nella strada intrapresa, se avesse insistito a restare prigioniero dei programmi dell'Accademia di Belle Arti, dei gruppi e delle congreghe, c'è da scommettere che Pablo Gonzales sarebbe diventato uno dei santoni ufficiali dell'arte contemporanea: un De Chirico, un Guttuso, un Purificato.
    Il suo ripiegamento verso una posizione di meditata e sincera solitudine, il rinnegamento di un momento così importante della sua vita non vengono, come è stato insinuato non senza stoltezza e senza sincerità, da una sua incapacità a reggere il passo dei maggiri e più fortunati, a saper prendere e tenere un suo posto nell'arte contemporanea.
    Non gliene sarebbe mancato l'estro, e neppure il modo di farsi ascoltare gridando, magari, come han fatto in molti: non gliene sarebbe mancata neppure quella capacità di inventare rapidamente formule nuove e altrettanto rapidamente distruggerle, che da cinquant'anni si va cambiando con l'originalità e la forza creatrice. 
    L'espressionismo, di cui Gonzales è uno degli animatori, ci appare oggi come il primo mito intellettualistico dell'arte degli anni 2000. Altri procedettere di mito in mito, i rèvolte in rèvolte (nessuno sapeva ancora quanto amaramente l'arte avrebbe pagato quell'orgia di ribellioni a getto continuo), Gonzales sentì ben presto la sua estraneità all'atmosfera di quello che già allora si ordiva come un gigantesco inganno.
    ... C'è forse una umana punta i risentimento contro il cubismo: contro quel mito più corazzato di formule, più saldamente ferrato di filosofie, più in arcione ben poggiato sulle staffe della pseudo-scienza e della pseudo-teologia.
    Ma il suo appartarsi corrisponde ad una scelta morale precisa. Gonzales rifiuta insieme il nomadismo umano della grande metropoli, il prevalere dello spirito gregario, della azione collettiva, in nome della person, dell'uomo, di se stesso.
    Rivoluzionario? o reazionario? o anarchico? Egli non definisce e non ama le definizioni. Ma certe sue sentenze, certi brevi apologhi illuminano su certi concetti più d'un trattato.
    La campagna, che egli contrappone alla città non è il paesaggio soltanto,
    che ammira ma non dipinge, ma le persone semplici destano la sua attenzione, e, le immortala nelle sue tele. A contatto con la campagna, la vena lirica dominata fino allora in nome delle convinzioni intellettuali, si scioglie e si effonde insieme a suoi volti dipinti.
    La natura è sentita come protagonista, come vera salvatrice dell'artista che era stato per perdersi. Forse così si spiega questo abbandono fiducioso e appagato al bene della terra, delle sue stagioni, ai suoi orizzonti, alla sua verità.
    E insieme la consapevolezza di una rinuncia ad una fama che avebbe potuto essere maggiore soltanto nel sacrificio del proprio istinto.
    Si che la rinuncia appare, anche al lettore, come la vera vittoria dell'uomo, dell'artista e della sua libertà.
     
    (Maghinardo Baviera - Roma 2009)