Pablo's profilePablo GonzalesPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
January 31 Piazza NavonaUna veduta di Piazza Navona
PIAZZA NAVONA
E' la più romana di tutte le piazze di Roma
ed è un vero palinzesto architettonico
se mai ve ne stato uno.
Ma è piuttosto come luogo d'incontro
tra passato e presente.
Luogo dove il corso della storia
è fluito ininterrottamente
per oltre duemila anni.
La piazza trattiene la nostra immaginazione.
Dove oggi si allineano tutt'intorno,
quasi assonnate,
le case dalla tinta rossastra
addolcite dal tempo,
le appassionate folle romane di un tempo
applaudivano a perdifiato
i loro atleti preferiti.
L'arena di Domiziano
non ha mai conosciuto
le carneficine del Colosseo
nè è mai scorso sangue dove
oggi la fontana del Bernini
getta acqua scintillante
tra rocce scabre e palmizi
tormentati da un vento immaginario.
Nonostante questo la Chiesa di Sant'Agnese
leva la sua cupola e i suoi campanili
nel luogo stesso dove la santa fu esposta nuda alla gogna,
alla presenza di una folla beffeggiante.
I pellegrini del Medioevo venivano a pregare
sul luogo del suo martirio;
gli spavaldi zerbinotti del Rinascimento
ne ricalcarono le orme,
ma per prender parte alle giostre della piazza;
ambasciatori, prelati dai modi soavi
e belle dame dei secoli XVII e XVIII
vissero nei suoi palazzi.
La vecchia piazza ha visto
tutte queste cose,
e molte altre ancora. Una vita...Una vita dedita all'Arte
Una vita dedita all'arte, in semplicità ma con tanta passione,
attraverso una partecipazione attiva, un inserimento graduale ma fecondo.
L'Andaluso (Pablo Gonzales), questa è la sua origine, svolge a Roma, dove è nato la sua attività,
senza ricalcare vecchi sistemi e senza aggancio ad altre scuole che non sia quella
della sua personalità ben distinta, dalla impronta chiara e precisa.
Non possiamo dire, d'altra parte, che la sua pittura sia una creazione d'avanguardia;
espressione invece, attraverso le forme ed il contenuto dosaggio dei colori,
della pienezza del suo entusiasmo e della serietà dei suoi intenti.
Freschezza e semplicità non sono, per le opere dell'Andaluso, dei termini conformistici,
ma pongono in risalto il suo impegno e la sua stessa maniera di creare,
la realtà di un modulo espressivo che è certamente il più adatto,
nella densità dei contenuti, a tradurre le senzazioni e le emozioni dell'Artista.
E' una produzione, dall'olio alla grafica, da cui promana il classico odore delle cose
che sanno di profumo ma non riescono a stordire, perchè sono tenui, pacate,
lontane dalla distorsione formale e levigate con mano da esperienza genuina.
Forse l'Andaluso trae la sua essenza pittorica dal conflitto con la realtà di un mondo
sconfinato ed assurdo, dove il male togliesempre più posto al bene e all'amore,
per esprimere se stesso, attraverso una pennellata ch'è fluida
nelle immagini e scorrevole ed armoniosa nella stesura.
Giovanni Spinicchia - Roma, 1971
January 29 La sevillanaJanuary 28 La bellezza interioreJanuary 24 Volto pagina e ringrazio...January 23 CHIARIMENTOCHIARIMENTO
Voglio chiarire una volta per sempre,
che la mia personale presenza in questo
blog non ha mai avuto secondi fini, se non quello
di ''raccontare' in breve alcuni
episodi facenti parte la mia modesta storia
di pittore e di coloro che hanno fatto parte
in essa.
Mai, ho dato adito a malintesi, se non nella
giusta e adeguata misura di un'amicizia, e,
nulla di più.
Se qualcuna ha creduto opportuno offendermi
perchè pensava che le mie intenzione fossero
simili alle sue, ha commesso un errore.
Ma l'errore più grande è stato
quello di porgermi la sua linguaccia.
Da questi spazi ho ''conosciuto''
persone di sesso femmile di grande valore umano
e spirituale,
a cui rivolgo tutta la mia stima e
il mio affetto,
mi viene subito in mente Carla,
la mia interlocutrice, alla quale
più volte ho confidato parte della mia vita vissuta.
La mia confidente anche di cose intime,
ma sempre con dovuto rispetto nei suoi confronti.
Poi Angela, Viviana, Amelia e poche altre.
Mi preme dire che spiace
ricevere offese soprattutto
nel peggiore dei momenti:
nella più completa solitudine.
Vi prego di perdonare il mio stato d'animo.
Pablo
January 21 Il poeta della pittura: Maurice UtrilloUn'opera di Maurice Utrillo
MAURICE UTRILLO
Il poeta della pittura
Maurice Utrillo era un poeta.
Le sue poesie non le scriveva,
le dipingeva.
Il mistero del colore e quello del ''dono''
gli permisero di dipingere con sensibilità
e complicità, con un'emozione di qualità
e con un sentimento malinconico
e nostalgico la collina (la Butte) di Montmartre;
di esprimere il colore di questo angolo di Parigi.
Un albero triste con le foglie rachitiche
sporge da un muro così reale e così vero!
Un semplice muro.
Il bordo del marciapiede con il rivolo d'acqua.
Un cielo.
Ecco una tela di Maurice Utrillo.
Un chiesa bianca
e un muro di Montmartre,
della Zona (fuori le mura di Parigi),
della Butte dove sunta un'erba rachitica e frusta...
Il muro di Paname (in gergo indica Parigi),
dove il soldato ubriaco in licenza si appoggiava
per orinare prima di prendere il Mètro
per andare alla stazione e per tornare al fronte. January 20 Un tempo...Sandro Botticelli
***
UN TEMPO
Un tempo, quando in una famiglia borghese un figlio o una figlia
dicevano che volevano intraprendere la carriera artistica,
incontravano nel loro ambiente un'unanime disapprovaziome.
Um figlio pittore, una figlia sul palcoscenico,
erano la vergogna e il disonore!
Erano anche rari quelli che affrontavano
fino in fondo la collera paterna e che osavano abbandonare,
per un successo incerto, la dolce tranquillità delle convezioni borghesi.
Esitavano prima di rischiare una vita senza soldi,
nonostante le delizie della Bohème cantata da Murget.
Oggi i tempi sono cambiati.
Il figlio del borghese e la figlia dell'industriale
preparano la loro carriera artistica.
Lui farà il pittore e lei l'attrice di cinema,
senza per questo sollevare alcuna protesta in seno alla famiglia.
La borghesia crede di poter accaparrare le arti
come ha accaparrato la seta, il cotone e l'acciaio. January 19 Cosa vuol dire...Affresco a secco di Pablo 2008
(particolare)
''Lavorare''
Che cosa vuol dire ''lavorare''?
Copiare i maestri?
Acquisire un'abilità tecnica?
Io non ho mai lavorato.
Ho dipinto.
Ho tentato da un dono naturale
di ottenere quello che poteva darmi.
Ho voluto farmi conoscere interamente
con le mie qualità e i miei difetti.
Non ho mai nascosto niente sotto formule,
niente ho mascherato
prendendo a prestito ai musei e ai morti.
E questo forse si chiama ''non lavorare''?
January 17 Senza titolo*
SENZA TITOLO
Osservo le persone che incontro.
Leggo distrattamente i giornali.
Avverto la gente
presa da mille pensieri.
Guardo un gatto,
che elemosina un croccantino
suo primario bisogno.
Incontro i bimbi del paese
mi guardano sorridenti
e ricambio il sorriso,
mi salutano
e io li saluto.
Torno a casa
rivedo la stessa persona,
che m'è sconosciuta.
Penso ai bimbi
che m'anno sorriso.
Pablo
January 16 ABBANDONOCOMUNICATO STAMPA al ''Corriere di Viterbo''
January 15 LA MASSALA MASSA
Disobbedire. Rifiutare di essere complice.
Disobbedire al progresso e alla civilizzazione.
Disobbedire alla moda, allo snobismo,
alle teorie che cambiamo, contraddittorie e insensate.
Disobbedire alla macchina.
Disobbedire all'imbecillità.
Percorrere la stessa strada che segue la folla,
ma in senso contrario alla massa.
Fuggire la falsa mistica moderna.
Rinnegare l'ideale della figlia della portiera,
del figlio del banchiere,
del pensionato della Prevvidenza Sociale.
Rifiutare di partecipare agli entusiasmi deliranti,
alle paure irrazionali comandate dalla Stampa,
dalla Televisione, dalla Radio e dal Cinema.
Rifiutare di ammirare i fantocci e i furbi.
Rifiutare di compiangere gli schiavi e le vittime volontarie.
Ho detto la Massa: è questa massa anonima,
in ogni luogo la stessa, che costruisce le città, i ponti,
le macchine, le centrali elettriche come una volta i piccoli villaggi.
E' questa stessa massa, quella di sempre, che demolisce,
che abbatte, rade al suolo, uccide, incendia con le sue mani
quello che ha edificato,
quello che hanno edificato le masse di tutti i tempi,
quelle che costruivano le piramidi e le cattedrali.
Le bombe, i siluri che la massa ha fabbricato,
la massa li lancia con sadismo al grido di Viva la Morte,
nelle camere dove dormono i figli che hanno messo al mondo.
La massa freme di piacere quando l'umile capanna,
l'Alcazar e le chiese e i palazzi bruciano e crollano;
quando i Greco, i Murillo, i Velasquez e i Goya crepitano
nelle fiamme.
La massa demolisce e costruisce.
Ogni volta che diviene un deserto
quello che ha rappresentato la civiltà umana,
è la massa responsabile.
***
Claude Monet January 13 Riprendo coraggioRiprendo coraggio
Dopo una lunga pausa artistica
durata ben 7 mesi, vissuti nel
tormento e nell'angoscia di aver trascurato
quasi interamente l'arte, eccomi pieno
di entuasismo e volontà a ricominciare, e quindi,
continuare a percorrere la mia strada intrapresa
da molti anni.
L'intervento della mia cara amica Annamaria,
è stato di grande stimolo e qui la ringrazio di vero cuore.
Pablo
January 12 ULTIMA NEVE DI PRIMAVERA *
ULTIMA NEVE DI PRIMAVERA
Sono qui inoperoso,
senza idee,
privo d'ogni appiglio
che possa rendermi,
in qualche modo utile
a qualcuno o a qualcosa.
Temo di essere divenuto un vegetale:
senza spirito e senza anima.
E' accaduto all'improvviso
senza che io lo volessi.
Cosa è successo?
Perchè non amo più la pittura?
Quell'arte che mi sostenne
sin da quando ero un adolescente?
Perchè è tutto finito?
Mi pongo queste domande,
alle quali non so rispondere.
Sono soltanto consapevole di
una realtà, che distrugge il mio cuore,
il mio spirito, fino ad una morte apparente.
Dov'è finito il mio ideale di vita?
Il mio ruolo nel mondo dell'arte?
A queste domande non so rispondere.
Sono diventato un ebete,
un essere abulico e insensibile.
Non mi riconosco neppure quando
oso guardarmi allo specchio.
E mi domando:
Chi è in realtà Pablo Gonzales?
A questa domanda so rispondere:
NESSUNO!
*
Un tempo dicevo: Tengo el fuego ne las mis mano
January 09 Era un'Artista***
ERA UN'ARTISTA
Per noi Purificato era un brav'uomo,
ma per un certo verso il senso
delle sue ricerche ci restava misterioso.
Solo il carattere che si sprigionava dalle sue tele
era indiscutibile e vi trovavamo un grandissimo fermento di eccitazione.
Tutta la mia ammirazione
e tutta la mia tenerezza andavano a Domenico Purificato.
Dietro il pittore intuivo l'uomo semplice onesto e diritto e
in questo entusiasmo la vita
mi sembrava la cosa più bella che si potesse vivere. January 07 Il RedentoreJanuary 06 Vita da pittoreIl pittore della gente (1996)
*
Vita da pittore
Con la donna che si desidera e che si vorrebbe
convincere della forza e della sincerità
del nostro amore, si è sempre
più maldestri e più timidi.
Era la stessa cosa con la pittura.
Senza tavolozza in mano,
tutto mi sembrava facile.
Tutto si componeva facilmente,
si traduceva e si stabiliva con naturalezza.
E il giorno dopo, allo stesso posto,
le nuove difficoltà e la stessa mancanza
di sicurezza mi abbattevano
e io mi disperavo della mia impotenza.
*
''Donna esotica''
2006
January 05 In ricordo di SorayaIn ricordo
di
Soraya
Ci sono nella vita fatti ed episodi,
che addolorano il nostro cuore.
Ma quasi sempre, riguardano
la perdita di persone, di familiari e di amici.
Sembra assurdo, che essi possano ferirci
per la perdita di un animale.
Ci sono animali che, si comportano
meglio di certi esseri umani.
Nella vita ci sono esseri umani che
somigliano a degli animali,
ma ci sono animali che hanno delle affinità
con gli esseri umani.
Ci sono animali domestici che per la
loro affettuosità possono insegnare agli uomini cos'è l'amore.
Un animale, una gatta di nome Soraya,
mi ha insegnato cosa sia la fedeltà.
E dopo... silenziosamente è sparita per sempre.
Fu la compagna della mia eterna solitudine,
Ora Soraya non c'è piu , è morta questa mattina,
silenziosamente, senza un lamento.
Ricordo quando allattava i suoi cuccioli,
così amorevolmente, dimenticando
di nutrirsi. Dovevo chiamarla più volte e
appena si cibava, tornava subito dai piccoli.
Scene colme di tenerezze molto significative
per noi esseri umani.
Soraya malata, in braccio ad una amica
January 01 L'immaginazione in arteFrancesco Guardi
L'immaginazione in arte
In arte l'immaginazione sta nel saper trovare l'espressione
più completa di una cosa stessa.
Il bello è nella natura e si incotra nella realtà
sotto forme diverse.
E appena trovato appartiene all'Arte o piuttosto all'artista
che sa vederlo e trasmetterlo agli altri.
Appena il bello è reale e visibile, ha in sè la sua espressioe
artistica. Ma l'artista non ha il diritto di deformare
questa espressione e non può cambiarla se non rischiando
di snaturarla e quindi di indebolirla.
Il bello dato dalla natura è superiore a tutte le
conquiste dell'artista.
Come la verità, il bello è relativo al tempo
in cui vive e all'individuo atto a concepirlo.
L'espressione del bello è in ragione diretta
della potenza di percezione acquisita dall'artista.
Ecco l'essenza delle mie idee sull'arte.
|
|
|