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Pablo GonzalesIl pittore della gente |
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May 13 Al chiaro di luna''Al chiaro di luna'' / 2008 / Pablo Gonzales
*
Una critica di A. Oberti
'' Pablo Gonzales, si interessa
in particolar modo alla figura
nella sua espressività.
La sua pittura di realismo espressionista,
rivela una personalità forte
e appassionata che riesce
a trasfondere tutto il suo sentimento
nelle figure che crea.''
May 11 Una critica di Raffaele De GradaMujer 2009 / Pablo Gonzales
Pastello ad olio
(Collezione privata)
*
Una critica di Raffaele De Grada
'' Pablo Gonzales, concepisce l'arte come fonte di vita,
come sublime missione,
come unico elemento capace di dare un significato
alla vita di tutti i giorni
e come risorsa cui attingere fiducia e coraggio
per affrontare i problemi quotidiani.
Estraneo a fonti di ''ismi'' che oggi invadono l'arte moderna,
egli è uomo-artista che si appaga delle sue creazioni
e in esse trasfonde tutta la sua passione
e l'amore di cui è capace.''
'' April 10 GIADA JUANITA y FEDERICAGIADA JUANITA E FEDERICA
Adesso vi presento mia figlia Giada Juanita
e mia nipote Federica,
presto farò un piccolo commento
su questa foto, naturalmente positivo.
La cosa che mi ha colpito di più
è la manina di Federica che cerca
il contatto materno, come una carezza
voluta in segno d'affetto e di ricerca di
protezione dal mondo esterno.
Beh lasciatemelo dire
è una bella e significativa immagine.
A presto!
March 16 La peruana de el sonrisala peruana de el sonrisa / 2009 / Pablo Gonzales
*
Il mestiere di pittore nacque in
una corsia di un ospedale romano,
dove vi erano bambini di tutte le età
affetti da malattie osseo muscolari.
Feci subito amicizia con loro, scambiandoci i sorrisi e
i pochi giochi che avevamo a disposizione.
Ricordo ancora i loro volti tristi e pallidi,
sembravano modellati con la cera.
Fu un'infermiera a regalarmi un album da disegno
e una matita, quel dono mi riempì l'animo di gioia.
* February 19 Giada Juanita GonzalesFebruary 12 ElenaElena e Sandro nel giorno del loro matrimonio
A Elena
Che pena non saper scrivere
un poema, neppure una poesia.
Un vero poeta avrebbe scritto
per te fiumi d'inchiostro.
Avrebbe attinto ispirazione
e speso parole sublimi.
Avrebbe esaltato la tua
immagine con parole senza fine.
Avrebbe detto: ''cosa posso aggiungere
in cotanta bellezza?
Sono più grande della Natura
o del medesimo Dio che l'ha
plasmata?''
* February 09 IL ''MAGO''*
IL ''MAGO''
Nel corso della storia la figura del mago è sempre esistita.
Maghi e maghe si sono alternati
o condiviso questo ruolo.
Alcuni sono diventuti celebri,
altri no, altri ancora sono stati dimenticati
e non si sa neppure della loro esistenza.
Ma chi sono queste persone?
Che poteri possiedono?
Ho qualche volta ascoltato chi
li ha consultati,
i loro pareri risultano contrastanti.
Mi domando: l'uomo (o la donna) può
essere in grado di prevedere il futuro di
un altro uomo?
Invito i cari lettori, amici e conoscenti
a dire la loro, se lo desiderano, sono
curioso di sapere il Vostro pensiero, Grazie!
February 02 Pablo Gonzales: un artista liberoFoto intitolata: fra la natura
*
Pablo Gonzales:
un artista libero
di Baghinardo Baviera
Se avesse continuato nella strada intrapresa, se avesse insistito a restare prigioniero dei programmi dell'Accademia di Belle Arti, dei gruppi e delle congreghe, c'è da scommettere che Pablo Gonzales sarebbe diventato uno dei santoni ufficiali dell'arte contemporanea: un De Chirico, un Guttuso, un Purificato.
Il suo ripiegamento verso una posizione di meditata e sincera solitudine, il rinnegamento di un momento così importante della sua vita non vengono, come è stato insinuato non senza stoltezza e senza sincerità, da una sua incapacità a reggere il passo dei maggiri e più fortunati, a saper prendere e tenere un suo posto nell'arte contemporanea.
Non gliene sarebbe mancato l'estro, e neppure il modo di farsi ascoltare gridando, magari, come han fatto in molti: non gliene sarebbe mancata neppure quella capacità di inventare rapidamente formule nuove e altrettanto rapidamente distruggerle, che da cinquant'anni si va cambiando con l'originalità e la forza creatrice.
L'espressionismo, di cui Gonzales è uno degli animatori, ci appare oggi come il primo mito intellettualistico dell'arte degli anni 2000. Altri procedettere di mito in mito, i rèvolte in rèvolte (nessuno sapeva ancora quanto amaramente l'arte avrebbe pagato quell'orgia di ribellioni a getto continuo), Gonzales sentì ben presto la sua estraneità all'atmosfera di quello che già allora si ordiva come un gigantesco inganno.
... C'è forse una umana punta i risentimento contro il cubismo: contro quel mito più corazzato di formule, più saldamente ferrato di filosofie, più in arcione ben poggiato sulle staffe della pseudo-scienza e della pseudo-teologia.
Ma il suo appartarsi corrisponde ad una scelta morale precisa. Gonzales rifiuta insieme il nomadismo umano della grande metropoli, il prevalere dello spirito gregario, della azione collettiva, in nome della person, dell'uomo, di se stesso.
Rivoluzionario? o reazionario? o anarchico? Egli non definisce e non ama le definizioni. Ma certe sue sentenze, certi brevi apologhi illuminano su certi concetti più d'un trattato.
La campagna, che egli contrappone alla città non è il paesaggio soltanto,
che ammira ma non dipinge, ma le persone semplici destano la sua attenzione, e, le immortala nelle sue tele. A contatto con la campagna, la vena lirica dominata fino allora in nome delle convinzioni intellettuali, si scioglie e si effonde insieme a suoi volti dipinti.
La natura è sentita come protagonista, come vera salvatrice dell'artista che era stato per perdersi. Forse così si spiega questo abbandono fiducioso e appagato al bene della terra, delle sue stagioni, ai suoi orizzonti, alla sua verità.
E insieme la consapevolezza di una rinuncia ad una fama che avebbe potuto essere maggiore soltanto nel sacrificio del proprio istinto.
Si che la rinuncia appare, anche al lettore, come la vera vittoria dell'uomo, dell'artista e della sua libertà.
(Maghinardo Baviera - Roma 2009)
January 31 Sono soltanto un'ombraJanuary 29 UNA VITA PER L'ARTE*
Una cinquantina d'anni fa, in una famiglia borghese
un figlio che voleva darsi a una carriera artistica,
incontrava nel suo ambiente
una unanime disapprovazione.
Un figlio pittore, era la vergogna e il disonore!
Erano anche rari quelli che affrontavano
fino in fondo la collera paterna
e che osavano abbandonare,
per un successo incerto,
la dolce tranquillità delle convenzioni borghesi.
Esitavano prima di rischiare una vita senza soldi,
nonostante le delizie dell Bohème cantata da Murget.
Oggi i tempi sono molto cambiati.
Il figlio del borghese preparano
la sua carriera artistica.
Lui farà il pittore, senza per questo
sollevare alcuna protesta in seno alla famiglia.
January 28 La certezza di non essere capitoIn occasione del mio 50° anniversario di professione artistica,
il 12 febbraio p.v. avrei dovuto festeggiarli
nei locali del ''Gargantua'',
ma ieri, ho dovuto sospendere tutto.
Le ragioni di questa mia decisione,
sono da ricercare nell'ambiente in cui vivo da diversi anni.
Le gelosie, gli egoismi e le cattiverie di certa gente
m'indignano, ma reagisco facendo male solo a me stesso.
Ringrazio gli amici Giuseppe e Antonio, che con la loro
squisita attenzione mi avevano offerto la possibilità
di esporre le mie opere nel loro locale.
January 24 Carmencita 2009Jean FouquetJEAN FOUQUET
Madonna del latte
Un'immagine apparentemente religiosa della Regina dei cieli con bambino, che tuttavia raffigura probabilmente un soggetto più terreno.
Si pensa che la figura della Vergine sia in realtà tratta da il ritratto di Agnès Sorel, amante di Carlo VII di Francia.
La Sorel fu molto amata anche da Etienne Chevalier, il mecenate di Fouquet. Dato che il quadro fu eseguito l'anno della morte di Agnès, potrebbe essere stato commissionato come un tributo alla memoria.
Conosciuto come disegnatore e miniaturista, Fouquet fu uno dei massimi esponenti della pittura francese del quindicesimo secolo.
Viaggiò in Italia, dove conobbe probabilmente le opere di Piero della Francesca e di altri artisti del Rinascimento italiano.
La grande attenzione al dettaglio, come si vede qui nei gioielli della corona e nei diversi tessuti dell'abito, rivela il suo debito nei confronti di artisti nordici come Jan van Eyck. January 22 VETRALLA / PAESE CHE MUOREVETRALLA / PAESE CHE MUORE
Vivo ai margini di un bosco,
tra la fauna e la flora,
dove le cose più vere e genuine
sono i doni che Madre Natura
ha donato agli uomini, ma immeritatamente.
L'uomo alza la testa quasi per sfida,
orgoglioso di cotanta abbondanza.
Ma il frutto che raccoglie non è
opera del suo lavoro.
Egli mente, quando dice:
''E' il frutto del mio operato,
del mio sudato lavoro!''
Lui sa bene, che tutto
deriva da mente Sublime,
dalla Sua generosità.
L'uomo è suberbo,
ma la sua suberbia lo uccide.
Ecco, perchè Vetralla
muore, perchè è già morta.
Benvenuti nel mio piccolo mondo
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Capolavori ispirati all'amore
Poesie Ispano-Latino-Americane
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